L’altruismo: il farmaco più potente per resistere e lottare contro il Covid-19

Ringraziamo il Quotidiano di Biella “BI.T” per la possibilità di rilanciare l’articolo; Autrice Elisa Diprè;

“L’opera umana più bella è di essere utile al prossimo.” (Sofocle)

Il termine altruismo fu coniato dal francese, sociologo e filosofo positivista Comte per indicare la morale propria del positivismo, ispirata alla massima «vivere per gli altri» (Catechismo positivista, 1852). La nuova parola, nelle intenzioni di Comte, si contrapponeva esplicitamente al termine egoismo, entrato nel linguaggio filosofico nel corso del Settecento e progressivamente ristrettosi all’ambito etico-valutativo, dove stava a indicare – quasi sempre con una connotazione critica – le dottrine fondate sull’interesse individuale quale movente fondamentale delle azioni umane.

Il filosofo teorizzava che l’altruismo è istintivo e che, spingendoci a cooperare e a proteggerci a vicenda, favorisce la conservazione della specie.

Questo concetto è applicabile sia nella biologia che nella psicologia, sociologia, antropologia e filosofia.

L’emergenza sanitaria del Covid-19 ci può servire come lezione di vita per imparare ad essere più altruisti e meno egoisti. A volte, da soli, non ce la possiamo fare, e abbiamo bisogno dell’aiuto di altri.

Pensiamo ai medici, infermieri, personale sanitario, un’intera specie di uomini e donne generosi e altruisti che lavorano senza sosta mettendo la loro vita al nostro servizio. Ma l’elenco delle categorie, alle quali poi corrispondono singole persone in carne ed ossa, è molto lungo (volontari, gente comune che ad esempio va a fare la spesa e la consegna agli anziani, eccetera).

Tutti noi possiamo essere altruisti: anche il rigoroso e faticoso rispetto delle regole, per tutti noi può essere concepito come una forma di altruismo nei confronti di chi sta male e rischia la propria vita.

Il filosofo Albert Camus, autore del libro “La peste“, scriveva, a proposito del rapporto tra emergenza e altruismo: “Ciò che è vero per tutti i mali del pianeta è vero anche per la peste. Aiuta gli uomini a elevarsi al di sopra di se stessi”.

Secondo me, per diventare altruisti basta davvero poco, molto poco, e si può fare con atti semplici: ascoltare attentamente gli altri, un complimento sincero, un gesto amichevole o qualsiasi altra forma di sostegno. Si possono aiutare gli altri con i propri beni, con i propri atti, con le proprie parole. 

Le parole hanno un grande valore:  possono calmare, rassicurare, consolare, incoraggiare, spazzare via la solitudine e farci sentire più vicini e uniti. L’altruismo può aiutarci anche a sconfiggere una parentesi di cattivo umore o il lungo buio della depressione e della solitudine.

Non vanno cercate le grandi azioni eroiche, bensì i piccoli atti quotidiani, apparentemente insignificanti.

Esiste, oltre ad un altruismo puro, anche un altruismo egoistico, dettato dagli interessi personali più che da quello degli altri?

Già il filosofo Platone si interrogava sulla questione chiedendosi se l’interesse per il benessere di un amico fosse motivato da un interesse autentico e fine a se stesso o piuttosto dalla ricerca di un beneficio personale.

Pensatori di ogni epoca tentarono di rispondere a tale domanda. Aristotele sosteneva che i sentimenti di amicizia avevano come primo obiettivo la propria soddisfazione, ma anche che il buon uomo vedesse l’altro come un’estensione di se stesso.

Per Seneca “Homo sacra homini”, l’uomo è cosa sacra per gli uomini. Anche i filosofi cristiani diedero un contributo importante a questo dibattito. Non a caso nel Cristianesimo, e prima ancora nell’Ebraismo, si ritrova il precetto: “Ama il tuo prossimo come te stesso”.

Con Nietzsche si ebbe forse una delle visioni più pessimistiche ed egoistiche della natura umana. Infatti per il filosofo tedesco l’altruismo era addirittura un segno di cedimento di fronte alla pietà, che invece bisognava sovrastare.

Sono convinta che il mondo sarebbe sicuramente un posto migliore se più persone mostrassero altruismo verso gli altri. Riscopriamo il valore dello stare insieme, della condivisione, della comunità, liberiamoci dall’egoismo sfrenato iniziando a camminare a piccoli passi lungo il sentiero dell’altruismo con il cuore in mano.

Per combattere il Covid-19 dobbiamo imparare ad essere più altruisti!

L’altruismo è un valore forse dimenticato o non sottovalutato, ma che tutti noi faremmo bene a riscoprire per migliorare il mondo. Ognuno di noi, nel suo piccolo, può fare grandi cose!

E ricordiamoci che come disse Seneca: 

“Nessuno può vivere felice se bada solo a se stesso, se volge tutto al proprio utile: devi vivere per il prossimo, se vuoi vivere per te.”

Concludo invitandovi a riflettere anche attraverso questa provocazione del filosofo australiano Peter Singer

“Pensateci, volete guardarvi indietro e dire ho solo consumato e lasciato tanta immondizia? Oppure preferite pensare di avere fatto qualcosa per rendere il mondo migliore?”

Lunga vita all’altruismo!

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